Salviamo l’Asprinio

L’Asprinio è uno dei vini più tipici e caratterizzanti della Regione Campania. Il suo specifico territorio di produzione è l’aversano, e si tratta di un vino bianco prodotto con la tecnica della spumantizzazione che fa da contraltare ad un altro vino tipico della zona, il Falerno, che però è un rosso. L’Asprinio d’Aversa è un vino bianco dal gusto acidulo, come denuncia il suo stesso nome, che si caratterizza in modo peculiare per moltissimi motivi.

Uno di questi è il modo con il quale vengono coltivate le uve da cui si ricava. La tecnica è quella antichissima della vite maritata, ovvero la vite viene fatta avvinghiare ai pioppi che le offrono sostegno nella sua crescita che dunque si sviluppa in altezza, contrariamente a quanto accade di solito. Poi dell’Asprinio è ben noto il sapore, unico e inconfondibile con quello di qualunque altro bianco, campano e non. Nei corsi da sommelier da decenni si impartisce lo stesso insegnamento, ovvero l’abbinamento ideale dell’Asprinio che è con la mozzarella di bufala. Ogni sommelier che si rispetti conosce questa verità considerata assoluta. Eppure si deve registrare un dato increscioso, ovvero che la popolarità dell’Asprinio d’Aversa sta diminuendo al punto tale che oggi si può dire a rischio di estinzione. Questa non è purtroppo una novità: la produzione dell’Asprinio è già in crisi da qualche tempo per via del fatto che il sistema di coltivazione ad alberata è molto complesso e sono in pochi ancora lo padroneggiano completamente, al punto che lo Slow Food si è schierato a favore della sua conservazione. Inoltre da sempre le cantine che producono questo vino sono molto poche. A ciò si aggiungano due nuovi elementi. Il primo è che altri vini si sono sostituiti all’Asprinio nel consumo tanto nei locali economici che in quelli di alto livello. Nelle pizzerie e nelle trattorie si preferisce servire vino Fiano o Greco; nei ristoranti più costosi in genere si può trovare la Falanghina. Altro elemento si lega alla Terra dei Fuochi e alle negative ripercussioni che le drammatiche vicende legate all’inquinamento del suolo hanno avuto sulla diffusione dei prodotti campani. C’è però un fattore decisivo che sembrerebbe invece far pendere l’ago della bilancia a favore di una nuova popolarità dell’Asprinio, ed è proprio il suo ideale abbinamento con la mozzarella di bufala campana. Negli ultimi tempi si preferisce di gran lunga l’utilizzo di questo tipo di mozzarella al posto della più tradizionale fiordilatte, questo dovrebbe quindi contribuire ad incrementare il consumo dell’Asprinio nelle pizzerie. Al fine di favorire questa “rinascita” attraverso una più approfondita conoscenza delle tante virtù di questo impareggiabile vino bianco Gianfranco Iervolino, che è il titolare della pizzeria “Morsi e Rimorsi” ad Aversa, ha deciso di organizzare una serata tutta dedicata all’Asprinio. Alla serata sono stati chiamati ad intervenire tutti i produttori di questa tipologia di vino dell’aversano, oltre che i rappresentati della stampa di settore. Tutto è stato organizzato nei minimi dettagli, anche grazie alle creazioni culinarie dello chef stellato Peppe Guida, del ristorante “Nonna Rosa”, e del pasticcere Alfonso Pepe. Di certo una sola serata non è sufficiente per rimediare ad una situazione che si protrae da tempo e che si deve a molteplici fattori, ma sarà l’Asprinio stesso, grazie alle sue uniche proprietà organolettiche, a farsi pubblicità nel mondo e a riuscire a conquistare una popolarità pari ad altri vini campani ed italiani ai quali non ha nulla da invidiare.