La Regione Campania al Vinitaly

Si è da poco conclusa a Verona una delle più grandi e importanti fiere enologiche nazionali, il Vinitaly. Non poteva naturalmente mancare la Regione Campania, che quest’anno è intervenuta con uno spazio di 4800 metri quadrati all’interno del padiglione B.

La fiera si è svolta tra 9 e il 12 aprile, e la novità più eclatante per la Campania, rispetto agli anni passati, è che finalmente le cantine della regione (ve ne erano in rappresentanza circa 200) sono intervenute in modo compatto e non frammentario. Questo è l’aspetto che si era tenuto a sottolineare già in fase di conferenza stampa, ancora prima che la fiera prendesse il via, quando a Napoli, a Palazzo Santa Lucia, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, insieme al consigliere del presidente per l’Agricoltura, Francesco Alfieri ed al presidente di Unioncamere Campania, Andrea Prete, hanno presentato il programma dell’evento. Lo slogan prescelto è stato significativo: “Campania, dove il vino è leggenda”. De Luca in quell’occasione ha tenuto a sottolineare quanto fosse importante che la Regione fosse riuscita ad intervenite compatta al Vinitaly perché ciò che si desiderava cercare di esportare era, per dirla con le sue parole, il “marchio Campania”. Questa regione infatti non ha una produzione elevata di vino come invece altre regioni italiane; ha una produzione più ridotta ma di altissima qualità, molto apprezzata all’estero, come testimoniano i dati di esportazione che denotano una netta crescita nell’ultimo decennio. Questo è stato possibile propri grazie ad un nuovo coordinamento tra le tante realtà che da sole sono piccole, ma insieme possono rappresentare una forza notevole e trainante per l’economia regionale. Un altro concetto sul quale si è voluto puntare molto, come testimonia lo slogan prescelto, è quello antico della “Campania Felix”. Si è voluta evocare l’immagine di una regione che possiede tradizioni che affondano indietro nel tempo, dove l’arte vitivinicola è entrata a far parte del DNA degli abitanti fino a caratterizzarli in modo significativo. Queste idee sono state ribadite anche da Erasmo Mortaruolo, consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Campania, che si è recato in visita allo stand della regione durante il Vinitaly. Mortaruolo ha detto di essere rimasto positivamente colpito dall’atmosfera che è riuscito a respirare nello stand, un’atmosfera fresca e genuina, in grado di trasmettere la vera anima della Regione Campania. Secondo Mortaruolo la valorizzazione del territorio e l’esaltazione dei vini campani vanno di pari passo. Bisognerebbe organizzare delle visite guidate, dei laboratori per bambini, bisognerebbe dare alle persone un assaggio dello spirito più profondo della “Campania Felix”. Sempre secondo le parole del vicepresidente, un vino campano è molto più di una semplice bevanda che si stappa e assaggia: è un’esperienza a 360 gradi che comprende anche il territorio, non meno di quanto accade in altre regioni italiane più rinomate ma meno affascinanti, per certi versi, di quanto non siano le province campane. Insieme alla Campania al Vinitaly c’era anche la Regione Puglia. Queste due regioni del sud si sono fate portatrici di due modi diversi di veicolare il proprio prodotto. Da una parte la Campania sta puntando tutto sull’export, quindi sulla proiezione di un’immagine ridente e solare verso i Paesi esteri; la Puglia invece opta più per il turismo interno, grazie a finanziamenti volti a ristrutturare gli agriturismi al fine di incrementare l’accoglienza in loco. Ad entrambe il Vinitaly ha offerto una vetrina privilegiata per mettere in mostra i rispettivi vini di qualità.